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Spider-Man: Brand New Day riesce nella cosa più difficile: trovare una vera ragione per esistere dopo il finale quasi perfetto di No Way Home. In questa recensione di Spin-Off, inizialmente senza spoiler, analizziamo il quarto film con Tom Holland e il cambio di direzione portato da Destin Daniel Cretton. Peter Parker è completamente solo. Il mondo ha dimenticato la sua identità, Ned e MJ non ricordano più chi sia e Peter ha messo in pausa la propria vita per diventare Spider-Man a tempo pieno. Nascondersi dietro la maschera è diventato il suo modo per non affrontare il dolore e tutto ciò che ha perso. Parliamo della nuova evoluzione dei suoi poteri, della regia più fisica e dinamica, delle spettacolari sequenze d’azione, della CGI e di un ritmo che regge per quasi due ore e mezza. Ampio spazio anche al rapporto irrisolto tra Peter e MJ, alla sorprendente coppia formata da Spider-Man e il Punitore di Jon Bernthal e al misterioso personaggio interpretato da Sadie Sink. Non tutto, però, funziona allo stesso modo. Hulk sembra molto più importante nel marketing che nella storia e il finale corre troppo, lasciando irrisolte diverse trame proprio quando il film dovrebbe tirare le somme. Nella seconda parte, chiaramente segnalata, entriamo negli spoiler per discutere il ruolo di Sadie Sink, il vero antagonista, la gestione di Bruce Banner e il significato della scena post-credit. Spider-Man: Brand New Day non supera No Way Home, ma è un nuovo inizio riuscito, più maturo e personale, che rimette finalmente Peter Parker al centro della storia. Attenzione: la parte finale della puntata contiene spoiler completi sul film. (00:00) Commento e recensione spoiler free (11:23) Commento e recension CON spoiler Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices





